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La Scoperta Archeologica Marina ed altre sculture di Stefano Cartesio

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Un Milazzese le cui idee viaggiano all'estero, ma che non è molto capito in Patria: Stefano Cartesio

a cura di Claudio Italiano

Nemo profeta in patria!

Stefano Cartesio, si occupa di edilizia a Milazzo, ma ha come passione la scultura;  ha iniziato a scolpire con attrezzi rudimentali (scalpello e martello), dapprima realizzando piccole conchiglie, utilizzando la pietra di Siracusa, una pietra morbida dal colore giallo paglierino, espressione altissima dei maestri scalpellini di Milazzo, che rappresentavano animali e cose, in genere anche diavoletti ed entità che erano i protettori dei casolari, con volti bizzarri umanizzati, le guance gonfie di aria, gli occhi grandi, come le grottesce maschere romane dei Fescennini o di Zanno.

Essi scolpivano anche i cosiddetti "cagnoli", cioè i pilastrini che si potevano ammirare sotto i balconi e scolpivano anche le metope dei portali, ponendo al centro una maschera umana, espressione del Lare della casa, che emergeva dai muri, per significare che la casa aveva un anima ed un volto..   Il maestro Cartesio,  in più, come se la cultura del popolo milazzese si fosse impossessata di lui, scolpisce oggetti ed entità che si estrinsecano in lui ed escono attraverso lui,  dalle sue braccia poderose, attraverso la sua sapiente opera di scalpello, per farsi strada tra la morbida pietra di Siracusa.   

>> scarica antico videoclip del maestro!

La sua attività è iniziata per caso, ma poi col passare del tempo la passione per questa attività è cresciuta e le sue opere, per le quali non segue schemi o stili, visto che nessun studio ha fatto,  esprimono solo il genio che è in lui.   il "Maestro" in questo campo esprime una sua ricchezza interiore ed  il sarcasmo che lo  contraddistinguono.

Da segnalare, tra le opere del nostro maestro e concittadino, una famosa fontana che si trova davanti il Casinò di Montecarlo.

Per chi lo volesse contattare il suo laboratorio è sito in Via Duomo, 25 - salita Castello- Milazzo. Poi è arrivato anche il riconoscimento a Milazzo, dove i suoi concittadini sorniosi, si sono svegliati all'improvviso ed hanno appreso che un'opera di Stefano era a Montecarlo! Di palo in frasca, così, anche Milazzo ha ricevuto in dono una fontana, che qualcuno scherzando diceva dei "bumbaleddi", delle "banane" e cosi via, perchè il milazzese, invidioso, non potendo raggiungere l'uva dice che è acerba.

Mostre e rappresentazioni del maestro Cartesio

Nel 1993 al Paladiana di Milazzo (invitato dal Sindaco)
nel 1994 alla Fiera dell'Artigianato del Comune di Messina (invitato dall'Assessore alla Provincia)
nel 1995 nel Castello del Comune di Spadafora
Nel 1997 alla "Borsa Internazionale del Turismo" della Fiera di Milano
Nel 1998 alla "Borsa Internazionale del Turismo" della Fiera di Milano
Stesso anno in occasione del Settecentenario del Principato di Monaco è invitato ad eseguire un'opera dimostrativa, dalla quale scaturì la realizzazione di un'opera da destinare al "Cafè de Paris", commissionata dal Principe Ranieri.

Tra le sue opere ricordiamo:

La Fontana di Montecarlo
Le anfore
Barca di pescatori
Coppia di angeli
L'uomo del Duemila
Coppia di primitivi
La donna ed il suo bambino
Icona a Padre Pio
Cristo in resurrezione
La Conchiglia
Il Miracolo

"Ritrovamento archeologico Marino", questo monumento è ora in Marina Garibaldi a Milazzo, dono del maestro.

Sotto clip della inaugurazione

Premiazioni e riconoscimenti

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Nel 1997 Municipio di Messina "Sulle ali del mito e della leggenda" premiato da Melania Rossello.

Nel 1998 Comune di Villafranca T. "Premio Tindari"
Nel 1998 Principato di Monaco "Fontana di Montecarlo", inaugurazione e consegna di una cravatta di riconoscimento donata agli artisti del Principato, dal direttore della Societè des Bains de Mer.
Nel 1999 Villa Genovese "Icona a Padre Pio" premiato con targa di riconoscimento dalla famiglia Genovese in seguito a realizzazione dell'opera.

Il museo di Lipari ed i ritrovamenti archeologici Marini.

Probabilmente Cartesio ha avuto modo di vedere immagini di altri ritrovamenti archeologici marini; nel video possiamo ammirare il museo di LIPARI, e le ricchezze che il mare nascondeva nelle sue viscere ed ha restituito agli umani.

Nel 1999 realizzazione di riprese televisive sponsorizzate dalla Regione Sicilia su Raisat internazionale.
Nel 2001 in ricorrenza della Pasqua il Mons. Pietro Aliquò del Duomo di Messina dedica un articolo sul giornale ecclesiastico la scintilla "fonte di vita e di speranza", in seguito alla realizzazione di un Cristo in resurrezione.
Nel 2001 è in onda su Rai uno, sulla trasmissione " Onda blu "

Nel 2001 è ripreso da un equipe di "Strema TV", sulla realizzazione di una scultura in diretta.
  La scultura intitolala "Ritrovamento archeologico marino" è stata realizzata dopo un sogno: il maestro, che è anche un subacqueo di grande esperienza, ha immaginato di ritrovare un antico bastimento, insomma una barca, come quelle ritrovate nelle Eolie e che si ritrovano nel Museo di Lipari. Ebbene, il maestro immagina il momento in cui le anfore emergono, sgorgano zampilli di acqua di mare, una volta tirate sulla barca di appoggio.  Gli antichi romani, appunto, usavano legare le anfore all'albero maestro del naviglio. Il maestro era disposto a cederla al Comune purché ne realizzasse una fontana pubblica ed il suo lavoro fosse apprezzato!   Noi lo abbiano contattato per conto e nell'interesse del popolo sornione dei Milazzesi ed il maestro ha ceduto con gioia la sua realizzazione al nostro Comune, a titolo di prestigio personale.

Poi nelle giornate di estate e di inverno, dopo tale realizzazione, lo vedete tutti i santi giorni, buttato negli ingranaggi della sua fontana, a controllare i meccanismi che spruzzano l'acqua, a ripulire gli ugelli, controllare il getto, controllare le luci, come se si trattasse di un bambino da nutrire: questo è Stefano Cartesio.

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Ora la fontana " Ritrovamento Archeologico Marino" è sito in centro nei pressi del Municipio di Milazzo. In questa pagina trovate dei  videoclip nel momento dell'inaugurazione ed il Museo di Lipari dove si trovano le altre anfore simile a quelle realizzate dal maestro, altro che banane. Ma si sa, i Milazzesi sono solo male lingue ed invidiosi e moriranno con gli occhi cucit!

Grazie, Stefano!

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