La grotta di Polifemo, a Milazzo

  di Claudio Italiano 

La Grotta di Polifemo, punto di incontro a Milazzo, grande Night, molto suggestivo, nell'anfratto dove era vissuto il gigante Polifemo,  negli anni sessanta-settanta era un famoso locale per i milazzesi che ci organizzavano feste e matrimoni.

Prima ancora, negli anni della Grande Guerra, fu ampliata dal Genio Militare nel 1943 per istallarvi delle artiglierie,  e venne  usata inoltre come difesa bellica con tanto di cannone puntato verso il mare, stante il suo punto strategico, sotto il Castello di Milazzo.

Tornando al night ed alla balera, si racconta la leggenda metropolitana di una coppia di sposi (ne parla il grande amico Gino Celebre) che durante la cerimonia di nozze, al banchetto, mentre c'era l'entrata degli sposi, il maestro di musica che dirigeva l'orchestrina, pensava di fare cosa gradita, intonando la canzone "Femmina, tu si 'na mala femmina ecc.", suscitando la rabbia ed il pianto della sposina che si era offesa. Cosi lo sposo aveva preso un trombone e glielo aveva ficcato a mo' di coppola in testa al povero musicista che da quella sera si nomò " Malafemmina"! Questo è lo spirito di Milazzo, rustiche e salse progenie, gente molto schietta e pratica! Ma sono leggende metropolitane! Il fatto certo è che la grotta, realmente, era sede di ricovero per il bestiame e questo per molti anni, tanto che il sottoscritto, da piccolo, si ricorda di mandre che pascolavano nelle brulle terre del Tono, arrampicandosi nelle pendici del Promontorio, la dove si erge verso le alture della Manica e di Montetrino. Purtroppo a fine anni ‘70 la Grotta è stata chiusa e da allora non ha più riaperto i battenti...

Ma torniamo alle leggende.

Un ampio ingresso e un corridoio conducevano in un’ampia sala circolare, in una parete spiccava un bellissimo dipinto raffigurante Polifemo che con il suo occhio osserva da lontano l’imbarcazione di Ulisse.

Nel IX libro  il poeta dell'Odissea scrive di Milazzo....

Giunti alla terra, che sorgeaci a fronte,
Spelonca eccelsa nell’estremo fianco
Di lauri opaca, e al mar vicina, io vidi.
Entro giaceavi innumerabil greggia,
Pecore, e capre, e di recise pietre
Composto, e di gran pini, e querce ombrose,
Alto recinto vi correa d’intorno.
Uom gigantesco abita qui, che lunge
Pasturava le pecore solingo.


 Infatti le credenze popolari la vogliono vedere come l’antica abitazione in cui Polifemo imprigionò l’astuto Ulisse con i suoi uomini. La leggenda racconta che Polifemo governava gli armenti del Dio Sole, in questa terra (chiamata Chersoneso d’oro) cantata dai Greci per la bellezza, il clima e la fertilità, quando Ulisse, uomo dal multiforme ingegno, vi approdò dopo un naufragio. Omero ci narra che Ulisse, durante il suo lungo viaggio di ritorno dalla guerra di Troia, sbarcò nella Terra dei Ciclopi.
Risultati immagini per ulisse omero mito della grotta di polifemoSpinto dalla curiosità, Odisseo raggiunse la grotta del più terribile di tutti, dove viveva appunto Polifemo, che verosimilmente doveva essere un uomo molto grande. Del resto a Milazzo, nella zona di Tre Monti, furono trovati scheletri di uomini enormi, altri anche 2,7 mt, forse affetti da gigantismo, condizione questa molto frequente nella nostra zona, probabilmente per selezione genetica; per es. anche a Capo Milazzo, uomini e donne, erano molto alti.

Tornando ad Ulisse, questi venne catturati dal gigante. Poichè gli uomini di Ulisse, benchè Circe li avesse ammoniti, si erano cibati delle carne degli armenti del Dio Sole e Zeus li aveva puniti: nessuno dei compagni, infatti, potà fare ritorno in patria, eccettuato l'uomo pio, Odisseos. Intrappolati nella caverna del Ciclope, il cui ingresso era bloccato da un masso enorme, Ulisse escogitò un piano per sfuggire alla prigionia di Polifemo. Come prima mossa, egli offrì del vino dolcissimo e molto forte al Ciclope, per farlo cadere in un sonno profondo. Polifemo gradì così tanto il vino che promise a Ulisse un dono, chiedendogli però il suo nome.

Ulisse, astutamente, gli rispose allora di chiamarsi “Nessuno”; “E io mangerò per ultimo Nessuno”, fu il dono del ciclope. Dopodiché Polifemo si addormentò profondamente, stordito dal vino. Ecco che Ulisse mise in atto la seconda parte del suo piano. Egli infatti, insieme ai suoi compagni, aveva preparato un bastone di notevoli dimensioni ricavato da un ulivo che una volta arroventato fu piantato nell’occhio del Ciclope dormiente dai Greci. Polifemo urlò così forte da destare dal sonno i ciclopi suoi fratelli. grotta di polifemoEssi corsero allora alla porta della sua grotta mentre Ulisse e i suoi compagni si nascondevano vicino al gregge del ciclope Polifemo. I ciclopi chiesero a Polifemo perché avesse urlato così forte e perché stesse invocando aiuto, ed egli rispose loro che “Nessuno” stava cercando di ucciderlo. I ciclopi pensandolo ubriaco lo lasciarono allora nel suo dolore.
La mattina dopo, mentre Polifemo faceva uscire il suo gregge per liberarlo, giacché lui non sarebbe stato più in grado di guidarlo, Ulisse e i suoi soldati scapparono grazie a un altro abile stratagemma, che faceva parte della terza parte del suo piano. Ognuno di loro si aggrappò infatti al vello del ventre di una pecora per sfuggire al tocco di Polifemo, poiché il Ciclope si era posto davanti alla porta della caverna, tastando ogni pecora in uscita per impedire ai Greci di fuggire. Ulisse, ultimo ad uscire dalla grotta, la fece aggrappato all’ariete più grande, la preferita del Ciclope. Accortosi della fuga dei Greci, Polifemo si spinse su un promontorio, dove, alla cieca, iniziò a gettare rocce contro il mare, nel tentativo di affondare la nave. Qui Ulisse commise un errore. All’ennesimo tiro a vuoto del Gigante, Ulisse, ridendo, ebbe a gridare: “Se qualcuno ti chiederà chi ti ha accecato, rispondi che non fu Oudeis (“Nessuno”), ma Ulisse d’Itaca!”, rivelando così il suo vero nome. Polifemo, venuto allora a conoscenza dell’identità del Greco, ebbe a maledirlo, invocando il padre suo Poseidone e pregandolo di non farlo mai ritornare in patria. Molti turisti visitano Milazzo attratti da questa Grotta ma purtroppo  la Grotta di Polifemo non può essere visitata.
 

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