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Milazzo: una città ricca di storia

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Milazzo, la sua storia e le sue leggende.

Mi sembrava doveroso tracciare in poche righe la storia di Milazzo, la mia terra, già decantata dagli Antichi come la Terra dove il Dio Sole o Iperionepascolava gli armenti; si tratta della terra più insolata d'italia, parliamo di una città bellissima, celebrata come "Aurea Chersoneso", cioè la Penisola Aurea,  (vedi Milazzo e il Dio Sole) perla del Tirreno, terra celebrata dall' epopea come patria del gigante Polifemo e sede della Spelonca eccelsa, dove Odissèos approda nel suo peregrinare.. naufragando sugli scogli milazzesi, spinto dai venti che si sono liberati dall'otre che la dea gli aveva donato, appunto il vento di Eolo, re delle isole Eolie e dei venti, isole che sono site di fronte a Milazzo.

Qui il video che parla della leggenda di Polifemo, accecato da Ulisse e dei compagni di Ulisse puniti per aver mangiato le vacche del Dio Sole.

Questo siamo in sintesi noi di Milazzo:
A Calipso ed al nostro mare
Un tesoro in fondo al mare)
MILAZZO = NATURA.
Riserva del Capo: le piante parte prima
Lo scrittore Federico De Roberto di  Milazzo e l'opera " L'illusione
I dolci di Milazzo: ricetta dei cannoli


Milazzo, dicevamo, è una Penisola che si protende nel mare, situata nella Sicilia Nord-Orientale, porto di imbarco per le Eolie e meta di un turismo d'èlite che va alla ricerca della cultura, terra  che va senz'altro visitata. Certamente è una bella donna ma non sappiamo se sposata ad un buon marito!

Che dire del suo Castello di cui ne parla anche il grande scrittore dei VicerèFederico De Roberto ne l'Illusione, anch'egli milazzese, anche se si definiva cittadino catanese, allievo del Capuana.  

Cenni storici

Milazzo nel "quaternario" non c'era, ma verso il 400.000 a.C. il promontorio emerse, come per incanto, dal mare, proprio come la Dea Afrodite, a seguito pare di movimenti tellurici, fino a raggiungere l'elevazione di 88 mt dal livello delle acque.

La Piana di Milazzo si formò successivamente intorno al 140.000 a.C. . L'uomo compare a Milazzo nel 4.500 a.C.; è un uomo evoluto, che sa navigare ed abita al Capo, all'estrema punta del Promontorio; acquista ossidiana a Lipari e fabbrica utensili. Altri insediamenti umani si ebbero nell'area del Castello e della Piana, ma qui inondazioni tra il 3.500 ed il 2.500 spazzarono tutto.

La storia antica di Milazzo emerge dai suoi scavi

Necropoli di Mylae
L'archeologo ing. Domenico Ryolo,
Le opere dell'ing. Ryolo
Milazzo, tra archeologia e fonti storiche
Le Necropoli greche e Romane a Milazzo


A Vaccarella, invece, si sono ritrovati resti di una Civiltà del Bronzo, datata 1850 a.C. e così pure altri resti ancora sotto il Castello, dove le civiltà di allora umavano i cadaveri in pythos, cioè grandi vasi, su cui ponevano una protezione di muratura. Nell'età del ferro compaiono i Siculi, che bruciano i morti e pongono le loro ceneri in recipienti di terracotta.

Essi riescono a commerciare perfino con la Grecia, da dove importano vasi che si trovano ancora nelle loro necropoli. Ma nel VI secolo le popolazioni greche di Messina, dopo Rometta e Monforte invadono Milazzo e la trasformano in una loro fortezza. Milazzo, dopo questo disastro non si solleva più fino a quando non giungono da noi gli Arabi. 

Nel periodo della dominazione Romana i Milazzesi, facendo parte della città stato di Messina, godono dei diritti politici di Cittadini Romani e quindi sono esenti dal pagamento della decima. Si ricorda,  nelle acque di Milazzo, davanti all'attuale Raffineria, la battaglia navale di Caio Duilio quando l'ammiraglio sconfisse i Cartaginesi . E successivamente Marco Agrippa vinse in aspra battaglia la flotta di Sesto Pompeo, che era un pirata ed infestava i mari milazzesi, rendendo libere e sicure le rotte.  Non per niente il nostro stemma comunale, recita : " aquila a mare imposita Sexto Pompeo Superato.

Nel periodo Arabo si rammenta di un'altra battaglia tra Arabi e Bizantini, dopodicchè gli Arabi si stanziarono a Milazzo definitivamente ed edificarono il Castello, che comprendeva il Maschio col suo grande torrione ed otto torri.  Nel periodo di dominazione Normanna il Castello venne modificato da Riccardo Lentini e tenuto in buone condizioni, come da un documento di Federico II di Svevia.

 Nel periodo aragonese, sotto Giacomo e Federico II d'Aragona, Milazzo fu la sede dei due Sovrani a governarla. In questo periodo si racconta di un Parco meraviglioso, quello di Re Giacomo (speriamo che venga ricostruito per dar modo ai milazzesi di respirare un pò di aria buona e godere della frescura degli alberi!) . Di palo in frasca nel 1456 il Castello venne fortificato con la Cinta di Mura Spagnola

 Infine nel periodo Garibaldino si ebbe la battaglia di Milazzo tra Garibaldi ed i Borboni, comandati dal generale Bosco. Da qui i Borboni persero la Sicilia e Milazzo.

La storia più recente di Milazzo

Il castello di Milazzo
Garibaldi a Milazzo

La battaglia di Garibaldi a Milazzo: la figura dell' Eroe Alessandro Pizzoli

Il nostro Duomo Antico
Montetrino: Chiesetta Spirito Santo

Natura Milazzese

Un tesoro in fondo al mare di Milazzo..
Aspetti floro-vegetativi di Capo Milazzo parte prima
Aspetti floro-vegetativi di Capo Milazzo

Riserva del capo: le piante parte prima
Riserva del Capo: le piante parte seconda
Baronia ed Eleonora Baele

La storia sfortuna della bella Baronessa

Alla faccia delle fiction della RAI, il tempo ha intrecciato  leggende e favole mitologiche attorno a Milazzo.

Si narra, per es., ma questa è una storia vera, del fantasma della bella e sfortunata Elena Baeli, una fanciulla di nobile Casato, vissuta nelle terre del Capo di Milazzo, presso la tenuta della Baronia,  tra i poderi degli ulivi antichi e le scogliere a picco sul mare.

 La poverina si era perdutamente innamorata del figlio del campiere, della famiglia dei Foti,  che lavorava alle dipendenze del padre.

I due giovani si amavano in segreto ed insieme, essendo due cavallerizzi provetti, facevano lunghe passeggiate tra le splendide scogliere del Capo, là dove Milazzo  abbraccia il mare tra le spume e si protende verso le isole Eolie.  Ogni sera puoi ascoltare i gabbiani che piangono e parlano, mentre ti sfrecciano sulla testa e raccontano la triste storia di Elena.

Ebbene, essendosi il padre della bella giovine accorto di quanto accadeva, pensò bene di congedare la famiglia del ragazzo dalle sue terre, data loro una lauta ricompensa di buonuscita. Tuttavia Elena, presa dallo sconforto, non trovando più il suo amato, chiese il permesso di fare una cavalcata,   e galoppò col suo destriero fin oltre le scogliere del Capo, (cfr La riserva del Capo tonnare e tonnarelle) lanciandosi nel vuoto dalla rupe e finendo tra le spume di quel mare che aveva da sempre ammirato nell'abbraccio amoroso col suo lui, negli splendidi tramonti della Baia. La leggenda narra che nelle notti d'estate il fantasma della sfortunata giovane cavalchi ancora tra le scogliere in cerca del suo uomo... ma nessun pescatore che la scorge ha paura di lei, anzi si commuove ascoltando i suoi singhiozzi (cfr cupi misteri del nostro Castello).

La Vendemmia a Milazzo

Uliveti e vigneti a Milazzo

La storia del nostro vino

Un tesoro di Riserva del Capo

Riserva del capo: le piante parte seconda
Aspetti floro-vegetativi di Capo Milazzo parte prima
Aspetti floro-vegetativi di Capo Milazzo parte seconda
Riserva del capo: la fauna, mammiferi
Riserva del capo: Uccelli nidifanti e migratori in estinzione
Riserva del capo: rettili ed amfibi

Popoli & Santi

La tradizione del nostro Natale siciliano e Milazzese
La tradizione siciliana pasquale dei Sepolcri
La tradizione della nostra Santa Pasqua a Milazzo, il rito della Via Crucis, per gli amici all'estero!
S.Francesco di Paola, storia dei suoi miracoli milazzesi

Cose di tutti i giorni a Milazzo

Gino Celebre e l'amore a Milazzo
Gino Celebre e la guerra a Milazzo
Milazzo: i personaggi di tutti i giorni

Rappresentazioni sacre a Milazzo

La via della passione a cura del Gruppo Teatro Borgo Antico

La festa di S. Stefano a Milazzo

S. Giovanni

Milazzo, terra di Santi

Ah, dimenticavo! Milazzo è anche una terra di Santi, oltre che di poeti e Navigatori!

Si trovano a Milazzo le Chiese del (video) SS. Crocefisso, di S. Papino, con il Crocefisso miracoloso di Frate Umìle da Pietralia, che lacrimò il 15 Aprile del 1798; del Miracolo  della  lacrimazione esistono documenti notarili depositati;  testimoni del  fatto furono il Cap. Comandante del corpo di Artiglieria, il sig. Francesco Catanzaro, Regio Proconservatore, il Regio Barone Giovanbattista Lucifero ed altri. Il racconto dell'evento soprannaturale viene riportato dall'arciprete di Milazzo, Pietro Pellegrino, in un "consulto" datato 23.6.1978 e riportato nel volumetto "La lacrimazione del SS.Crocifisso di S.Papino nel secondo centenario", curato dal prof. Antonino Micale. La storia vuole che da tre mesi a Milazzo vi fosse siccità, per cui i fedeli si rivolsero all'Altissimo, impetrando il dono della pioggia. In tale occasione il Crocefisso Miracoloso di S.Papino, di cui alla foto, accordò la grazia agognata...."Appena fu rimosso dal sacro parate comparve subito il prodigio con essersi turbato l'aere.." ..e ancora: " nell'ora vespertina tutti i presenti videro bagnarsi con lacrime l'occhio destro"

Esiste ancora un Crocefisso vivo, uno dei 4 di Sicilia, meritevole di essere visitato e pregato, presso la Chiesa del SS. Rosario, nei pressi del Castello.

S.Francesco di Paola, storia dei miracoli milazzesi

Inoltre visse ed operò a Milazzo S.Francesco di Paola, famoso per la sua bontà, umiltà e zelo e per la sua fede nel Signore che gli consentì di operare il Miracolo del passaggio dello Stretto di Messina solcando le onde turbolente del mare sul suo stesso mantello, in compagnia di un fraticello di origine milazzese, un certo fra' Maiorana.

La festa di S.Francesco, protettore della Gente di Mare, è molto sentita da noi e si celebra la prima domenica di Maggio; a questa segue la Festa della "Berrettella", nella quale una reliquia del Santo (il copricapo) è portata in pellegrinaggio sulle acque del mare antistante il promontorio .

Ancora la tradizione vuole che in una grotta, sita nella pittoresca scogliera della Baia del Capo di Milazzo,  visse in preghiera e meditazione S.Antonio da Padova.

La grotta è stupenda ed è visitabile, scendendo da una scalinata panoramica nella scogliera del Capo; la festa del Santo si celebra tutti gli anni il 13 Giugno, e durante la notte tra il 12 ed il 13, i pellegrini, per devozione, giungono a piedi fino alla grotta, proveniendo da tutta la provincia di Messina.

Si dice che il Santo benedica le ragazze nubili, che così trovano marito (!) (aspettiamo, dunque, le zitelle a Milazzo!). Ricordiamo, infine, la festa di S.Stefano Protomartire, Patrono di Milazzo: la tradizione,infatti, vuole che il Santo fosse martirizzato per lapidazione e che una sua reliquia sia stata trovata a Milazzo e custodita presso la Chiesa Madre, in Milazzo.

Milazzo, terra di eroi: Giorgio, Luigi Rizzo e Sandro Pizzoli

Dulcis in fundo, Milazzo ha dato i natali all'Eroe per eccellenza, Luigi Rizzo, l'Affondatore, due volte medaglia d'oro, la cui festa  la Marina Militare Italiana celebra il 10 Giugno ed il figlio STV Giorgio Rizzo. A Milazzo esiste un Museo dedicato all'Eroe, vendicatore di Lissa. Al museo esistono i cimeli storici, le lettere del D'Annunzio, le sue divise, i suoi quadri, i busti, la maschera funeraria e tanti altri documenti storici. Infine ricordiamo anche la figura di Giorgio Rizzo, il di lui figliolo, morto tragicamente, come puoi apprendere dalla pagina su questo sitoweb a lui dedicata.

Infine a Milazzo si è svolta anche la famosa  battaglia navale romana dell'Ammiraglio Caio Duilio.
Luigi Rizzo a cura del prof. B. Cannistrà
L'eroe Giorgio Rizzo
Lo storico Giuseppe Piaggia
Le idee politiche dei patrioti milazzesi del Risorgimento
La battaglia di Garibaldi a Milazzo: la figura dell'eroe Alessandro Pizzoli

A Milazzo l'uomo da sempre ha amato gli elementi e li ha temuti in un doveroso rispetto... basti citare il rito della "Mattanza" dei Tonni, che avveniva nel periodo dell'inizio dell'estate, quando i tonni accorrevano in massa per deporre le uova alla Baia del Tono e del Capo....A fianco vedere le foto del rito che parlano da sole...

Ma prima di tale rito, si offrivano al S.Antonino i primi pesci pescati. Per es. la religiosità della nostra gente emerge nella figura di Donna Crucifissa che taglia la coda di ratto con una preghiera.

Le guide alla Riserva di  Capo di Milazzo

Milazzo ed il suo rapporto con il mare, di amore espressione di atavica lotta verghiana
Le sue Tonnare e tonnaredde

indice ambiente milazzese