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II Capodoglio Siso era un giovan

Il Capodoglio Siso nel museo del mare al Castello di Milazzo

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Perchè un capidoglio al museo del mare?

Correva l'anno del Signore 2019, era il giorno 11 di Agosto e noi, camera in mano, eravamo al Castello di Milazzo a filmare scene per voi al Museo del Mare. Erano passati quasi 15 anni da quanto il flauto di Fabio Sodano aveva echeggiato alla piscina di Venere per scuotere gli animi dei milazzesi verso le bellezze del mare nostrum e della Riserva del Capo

Il Capodoglio Siso era un giovane maschio di 10 metri che nell'estate del 2017 è rimasto impigliato con la pinna caudale in una rete illegale a largo di delle Isole Eolie.

Nonostante gli intensi sforzi degli uomini della Guardia costiera, che lo hanno liberato parzialmente dalla rete, il Capodoglio è purtroppo morto, dopo una lenta e sofferente agonia.

Il suo corpo è stato trasportato dalle correnti fino alle coste di Capo Milazzo, dove il giovane Biologo Carmelo Isgrò, sotto l'egida del Museo della Fauna dell'Università degli Studi di Messina, ha scarnificato circa 10 tonnellate di carne, completamente immerso nell'acqua putrida in cui era seinisommerso il Capodoglio, con la finalità di recuperare le ossa.

Durante questa operazione, ha estratto dalla pancia del cetaceo molta plastica, tra cui un vaso da giardinaggio nero e diverse buste ingerite in vita dall'animale.

Proprio il giorno dopo il recupero, a causa di un grave incidente stradale con lo scooter, Francesco, uno degli amici che avevano aiutato il biologo nelle operazioni è tragicamente morto.

Quest'ultimo ha deciso così, in onore all'amico perso, di battezzare il Capodoglio con il soprannome con cui veniva chiamato affetuosamente Francesco dai suoi amici, ovvero "Siso ".

Oggi, dopo un lungo processo di pulizia e trattamento lo scheletro del Capodoglio è finalmente pronto per essere montato ed esposto al pubblico.

L'idea è di ricostruire lo scheletro del Capodoglio Siso all'interno del suggestivo "Bastione di Santa Maria" dell'antico Castello di Milazzo, grazie alla collaborazione del Comune di Milazzo.

Esporlo sospeso in aria con dei cavi, riposizionando la rete illegale che l'ha ucciso e la plastica che è stata trovata nella sua pancia. L'obiettivo è sensibilizzare la gente affinché la tragedia del capodoglio Siso, possa condurre ad un momento di riflessione e crescita per tutti, adulti e bambini.

Non permettiamo che la sua morte rimanga vana, che cada nell'oblio.

Tutti devono sapere quello che è successo, soprattutto le nuove generazioni, affinché morti del genere non si ripetano più... ricostruiamo lo scheletro e doniamogli una seconda vita esponendolo in un museo!

 

Noi di Sito Milazziano ed il mare

Anche noi di Sito Milazziano non potevamo esimerci dal celebrare Siso e con esso il mare nostrum di Milazzo che è un bene da difendere.

Nel video che segue vedrete il prof. Angelo Moietta che parla degli Oceani e del rischio di acidificazione degli stessi con cambiamenti climatici.

Il mare, infatti, compresa la Riserva Marina di Capo Milazzo non è una pattumiera dentro la quale gettare le sporcizie che questa civiltà dissennata produce, come la massaia - dice scherzando il biologo- che nasconde le schifezze sotto il tappeto di casa sua!

Milazzo è mare da 1.500.000 anni e questo lo avevamo detto noi di Sito Milazziano, con i ragazzi della Luigi Rizzo al Gef del 2007, quando vincemmo il premio per il video " Dall'Inferno al Paradiso".

A Milazzo, infine, i fondali sono stati ripuliti da 170 tonnellate di reti e spazzature varie, compreso copertoni e bidoni, stecchini per le orecchie ed altre porcherie varie.

Ricordiamo ai signori con i motoscafi che il mare non gliel'hanno lasciati i loro padri e che, quindi, non bisogna "zappare" i fondali preziosi di Capo Milazzo con ancorotti vari e strappare la preziosa posidonia o gettare spazzatura in mare che poi inevitabilmente mangeranno questi poveri capodoglio come il nostro Siso!

Nel museo del mare trovere il 3% delle mondezze che sono state sottratte alla Baia di S. Antonino, luogo paradisiaco dove sbarco' il Santo.

Ventimila leghe sotto i mari di Milazzo

E, per finire una chicca:

Milazzo ha dato i natali al primo sub, che nella primavera del 1844, ospite del grande Barone Lucifero, il prof. Henri Milne Edwards, sperimentò nel porto di Milazzo il primo casco subacqueo e fece la sua prima passeggiata nei fondali marini di Milazzo; all'epoca di servi di una maschera speciale in dotazione ai pompieri francesi, provvista di tubo di raccordo per l'aria con compressori, mentre era assistito da una barca sopra di lui. Il casco fu adattato al caso suo, ma in realta' serviva per consentire il respiro dei pompieri francesi in caso di fumo, durante lo spegnimento di incendi.

Al primo sub della storia,  qui a Milazzo, si ispirò Giulio Verne, con il suo libro "Ventimila Leghe sotto i mari", dove fece riferimento a Capitan Nemo, pensando nella realta' a Hernri Milne Edwards.

Il prof. Moietta regala una targa al MUMA di Milazzo dove sta scritto che il primo sub ha fatto le prime prove di immersione della storia al porto di Milazzo.  In caso di problemi poteva tirare una cordicina ed essere risollevato dopo dieci minuti, se tutto fosse andato bene!

E questo è Milazzo, altro che fumo solforoso negli occhi!

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