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C'era una volta il Teatro Trifiletti di Milazzo ed Alberto Sordi

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Cenni storici, prestigiosi fasti teatrali.

 Viene edificato nel 1910-11 per iniziativa del dinamico e benemerito operatore economico milazzese Stefano Trifiletti, che, nel 1985 ne aveva acquistato il terreno dal Comune (due lotti) per complessive L. 5.273 e centesimi 40.


Ne è progettista l'Ing. Letterio Savoja che lo struttura con tecnica antisismica d'avanguardia, lo dota di speciali sistemi e di moderni impianti anti-incendio.
Tra i requisiti moderni il teatro annovera una sfarzosa illuminazione elettrica autonoma che funziona ininterrottamente siano al 1913, anno in cui a Milazzo entra in attività la normale rete di distribuzione dell'energia.

Nel corpo dell'edificio, al primo piano, in un articolato insieme di locali, vengono ubicati lussuosi camerini, sala di danza per allenamento ed ambienti per una scuola di danza, sala concerti, sala di prova artistica e locali per sartoria. Il tutto con affreschi, decorazioni e stucchi in stile.
Al piano terra l'uscita degli artisti è anche attrezzata con un tunnel sotterraneo che, sotto la via omonima, collega il Teatro con il vicino Albergo Moderno di proprietà del Trifiletti e sede abituale delle Compagnie.


L'inaugurazione ha luogo sabato 8 giugno 1912 con una stagione lirica del famoso impresario Giuseppe Borboni, padre di Paola Borboni con le opere "La Forza del Destino", "La Sonnambula", "Lucia di Lamermoor" e "Norma". Ed è in quelle sere che il palcoscenico del Trifiletti di Milazzo conferisce il battesimo artistico al celebre tenore siciliano Giulio Grimi, poi riconosciuto dalla critica mondiale come "il successore del grande Caruso".


Dal 1923 al 1927 la gestione è curata dalla "Società Teatralia" dei Fratelli Alfonso, Alfredo e Ciccio Marullo, che già sovraintendente al Teatro Comunale ed al Cinema-Varietà estivo "Excelsior".
Da tale periodo sfilano sul palcoscenico del Trifiletti i nomi più prestigiosi dello spettacolo italiano.

Ritorna l'imitabile Angelo Musco con l'inseparabile compagna d'arte Rosina Anselmi.
Sono quelli gli anni d'oro della storia del nostro Teatro. Gli anni in cui per incentivare le frequenze cinematografiche si abbinano agli spettacoli omaggi e lotterie, e la sala viene profumata con i vaporizzatori all'Acqua di Colonia.

Gli anni della Compagnia Lirica "Castelmonti" con i cantanti del Teatro Regio di Parma, delle Compagnie di Operette "Italianissima" ( 1920) e "Città di Milano", dirette da Carlo Lombardo.


Non mancano, ovviamente, Guido Riccioli e la moglie Nanda Primavera. E' proprio nel 1939 con questa Compagnia di rivista è presente il ventenne Alberto Sordi agli esordi della sua lunga e multiforme carriera artistica.
Nell'arte varia locale con spettacol che racchiudono ad un tempo prosa, musica e ballo nel maggio 1937 si hanno le rappresentazioni dell'Opera Nazionale Balilla di Milazzo (direzione artistica di Ciccio La Rosa e direzione musicale di Titina Amato).

Sul finire del gennaio 1943 la Compagnia di operetta "La Gaudiosa" resta bloccata a Milazzo per alcuni giorni per le interruzioni ferroviarie e sullo stretto di Messina bombardata violentemente e per i danni seguiti a quei tragici eventi.

 Il "Trifiletti" chiude l'attività nel giugno 1943 e riapre nel novembre successivo affittato da Attilio Liga al Sig. Santi Picciolo.
Nel dicembre 1945 riprende la gestione Liga sino al 1957.
I cartelloni del primo dopoguerra sono coperti da una Lirica di rilievo. 1945: "Impresa Linea Italiana di Roma" con il baritono Diego Crimi (figlio del già citato tenore catanese Giulio) ed il grande Tito Gobbi.
1946: la Compagnia Lirica del "Massimo" di Palermo con i nomi prestigiosi dei Maestri Nino Sonzogno e a seguire Isa Miranda (1946); Nino Besozzi e Vivi Gioi ( 1948); l'orchestra anfiteatro ( 1948); e l'ultima esibizione Abruzzo - Anselmi.


Nell'estate 1957 subisce lavori interni di trasformazione stravolgente da parte del Dr. Andrea Pirri da Patti la cui gestione termina nel 1962.

In quell'anno Attilio Liga ne acquista la proprietà alla quale accompagna la gestione sino alla sua morte ( 1973). Il Teatro Trifiletti diventa, dunque, un Cinema dove si proiettano i Western spaghetti, "Per un pugno di dollari", "C'era una volta il West", i film comici di Cicccio e Franci, di Stanlio ed Ollio e via discorrendo... Fuori dal Teatro si vendono le caramelle e c'è sempre il vecchietto, tale Pupilla, che fa commenti mentre proiettano le pellicole o la "Malafemmina" di turno che mentre vengono proiettati i film d'amore, si rivolge alla protagonista e con tono concitato esclama: " Non ci cridiri a chiddu chi ti dici, non cridiri a 'stu cunnutazzu" " E tutti a ridere.. Insonna il Teatro Trifiletti passa da luogo di cultura della nobiltà bene milazzese a luogo di sollazzo per il popolo della nuova borghesia del miracolo economico degli anni '60 inizi '70.

Ricordando infine come il Trifiletti sia stato il "Tempio" della filodrammatica milazzese, si dice, implicitamente, come questo Teatro, oltre ad essere indissolubilmente legato ad oltre mezzo secolo di vita cittadina, meriti come pochi altri una pagina nella storia del costume artistico della provincia italiana.
I suoi trascorsi artistici, il ruolo che ha rappresentato (e che può contenere a rappresentare) nel contesto della Città ed in quello, molto più vasto, del suo hinterland, hanno motivato e determinato il riconoscimento di "struttura teatrale di particolare interesse storico-artistico ai sensi della Legge 1/6/1939, n° 1089" ed al relativo vincolo.

Ciò in quanto espressione della storia culturale della Città di Milazzo e della Provincia di Messina.

Ed è in forza di tali presupposti e della finalità mirante ad assicurare stabilmente alla Comunità un'infrastruttura insostituibile, preciso punto di riferimento per ogni attività artistico-sociale che il comune di Milazzo ha fruito delle provvidenze amministrative e finanziarie che la Regione Siciliana contempla nella legge n° 80/1977. Con la sua acquisizione al patrocino immobiliare
momento qualificante nella storia di questo Teatro e nel suo futuro.
E' il 28 aprile 2010 dopo 24 anni, epoca in cui  il Teatro Trifiletti viene restituito alla città con lo scopo di colmare quel vuoto artistico e riproporsi a pieno titolo per il rilancio culturale di Milazzo.

 

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